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Lettera a Salvatore Borsellino
post pubblicato in diario, il 7 luglio 2009


Caro Salvatore,
ho letto questa notizia:

“L'aula consiliare del palazzo municipale di S.Filippo del Mela sarà
intitolata alla memoria del giudice Paolo Brosellino e della sua
scorta, trucidati dalla mafia nel Luglio del 1992. La manifestazione
si svolgerà domenica dodici Luglio. Avrà inizio alle dieci con
l'arrivo della fanfara del dodicesimo battaglione "Sicilia" dei
carabinieri. Dopo la deposizione della corona d'alloro al monumento
dei caduti, nell'aula consiliare la cerimonia uffciale con il saluto
delle autorità e la relazione del Procuratore Generale della
Repubblica, dottor Franco Cassata.”

Sono sicura che anche tu reagirai come me, pensando “ma come può il
giudice Cassata inaugurare una sala consiliare? E soprattutto, con
quale diritto può intitolarla LUI a Paolo e ai ragazzi della sua
scorta?”
Sappiamo benissimo che il procuratore Cassata ha ricevuto la
promozione a fronte delle sue ben poco raccomandabili frequentazioni.
Durante la latitanza di Giuseppe Gullotti, sottrattosi ad una misura
cautelare emessa nel procedimento relativo all’omicidio Alfano,
Cassata nel settembre 1994 era stato visto da due carabinieri mentre
si intratteneva in pubblica piazza con Venera Rugolo, figlia del
vecchio boss barcellonese Francesco Rugolo e moglie di Giuseppe
Gullotti. Nei giorni successivi, presso il proprio ufficio, aveva
esercitato pressioni nei confronti di uno dei due carabinieri che
avevano redatto una relazione di servizio, perché la relazione di
servizio venisse soppressa. Al Consiglio superiore della magistratura
il dottor Cassata ammise l’incontro con la moglie di Gullotti,
giustificando di essersi fermato con la donna per fare una carezza al
neonato, figlio del boss Gullotti.
Il Cassata nel 1998 aveva esercitato pressioni anche nei confronti di
un magistrato allora in servizio al Tribunale di Barcellona, il dottor
Daniele Cappuccio, affinché rinviasse l’udienza preliminare di un
processo a carico del consigliere comunale Giuseppe Cannata, al fine
di consentire l’elezione dello stesso Cannata a vicepresidente del
Consiglio comunale, prima dell’eventuale rinvio a giudizio dello
stesso per gravi reati; Cassata nel 1997 intervenne anche, come
risultò dall’ intercettazione di una conversazione che coinvolgeva
personalmente il magistrato, in una vicenda giudiziaria che riguardava
un carabiniere che al tempo gli faceva da autista.
Il dottor Cassata, presidente del circolo “Corda Fratres”, il circolo
frequentato dai colletti bianchi e dai boss mafiosi di Barcellona
Pozzo di Gotto e zone limitrofe: Gullotti, Saro Cattafi (indagato
dalla Procura di Caltanissetta nell’indagine sui mandanti occulti
delle stragi di Capaci e via D’Amelio e, soprattutto, destinatario nel
2000 della misura di prevenzione antimafia della sorveglianza speciale
con obbligo di soggiorno).

Potrei scrivere molto altro ma credo che questo sia più che
sufficiente per far capire che il dottor Cassata NON HA I REQUISITI
per parlare di Paolo né per usare la sua immagine.

Intervieni, per favore.
Ne va della nostra dignità, dell'onore di Paolo. Io mi sento un'erede
di tuo fratello e non voglio che Cassata continui a infangare la
nostra terra.
Grazie... Ti voglio bene.

Valeria.
L'On. Sonia Alfano scrive al Presidente della Repubblica e del CSM
post pubblicato in diario, il 6 luglio 2009


Questo il testo della lettera:

"On. Presidente,

per parecchi anni mi sono battuta, da semplice cittadina, nel denunciare le collusioni di apparati del potere ufficiale con il gruppo mafioso dominante a Barcellona Pozzo di Gotto, città nella quale mio padre l’8 gennaio 1993 venne ucciso affinché non infastidisse più con il suo impegno giornalistico le dinamiche criminali di alto livello che trovavano sede o sponda in quel territorio.

In particolare, ho denunciato le notorie contiguità che hanno legato importanti magistrati di quella città ad esponenti apicali della criminalità organizzata. Ciò facevo già prima del 2 ottobre 2008. In quella data arrivò, poi, la tragica morte del prof. Adolfo Parmaliana, che con l’ultima lettera lasciataci prima del suo suicidio urlò al paese intero la sua riprovazione per le pratiche criminali di certa “magistratura barcellonese/messinese”. Signor Presidente, Adolfo Parmaliana era un militante politico, del Suo stesso partito, che aveva assunto il sacro rispetto della legalità quale stella polare del proprio impegno pubblico.

Per effetto della sua morte, sono stati avviati, dal Consiglio Superiore della Magistratura e dall’Autorità giudiziaria competente, i doverosi approfondimenti su alcuni magistrati del distretto di Messina. Uno di questi, il dr. Olindo Canali, fin dal 1992 in servizio alla Procura della Repubblica di Barcellona P.G., è oggi indagato (come ufficializzato, nel silenzio censorio degli organi di stampa, da numerosi siti internet e blog) dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per falsa testimonianza e per favoreggiamento del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti. Entrambe le contestazioni a carico del dr. Canali sono aggravate dal fine di aver agevolato l’associazione mafiosa operante a Barcellona P.G..

Il dr. Canali è anche oggetto di una procedura del Consiglio Superiore della Magistratura, ancora in fase preliminare, di incompatibilità ambientale e funzionale. Sennonché, si è da ultimo appreso che egli, al fine di porre nel nulla il procedimento paradisciplinare a suo carico, abbia avanzato al CSM domanda di trasferimento volontario presso altra Procura della Repubblica siciliana: in particolare, addirittura, avrebbe espresso gradimento per due Procure distrettuali, come Catania e Caltanissetta; una sorta di promozione per meriti sul campo. Se ciò davvero accadesse, cioè se il dr. Canali venisse trasferito su sua richiesta ad altra Procura della Repubblica, il CSM da Lei presieduto, Signor Presidente, scriverebbe l’ennesima pagina nera della sua pur non sempre commendevole storia.

Negli ultimi anni ho contestato pubblicamente l’operato di questo Consiglio Superiore della Magistratura, responsabile di aver operato una rappresaglia contro magistrati responsabili solo di aver fatto il proprio dovere (Forleo, De Magistris, Apicella, Nuzzi e Verasani) e di aver deliberato nomine poco decorose ad importanti vertici giudiziari (la peggiore, senz’altro, quella del barcellonese Antonio Franco Cassata quale Procuratore generale a Messina). A fronte della cacciata sommaria deliberata contro alcuni magistrati integerrimi, però, se il Consiglio Superiore della Magistratura omettesse di decidere per il dr. Olindo Canali il trasferimento d’ufficio ed il cambio di funzioni assesterebbe un intollerabile sfregio alla memoria di mio padre, Beppe Alfano, e di Adolfo Parmaliana, oltre che al decoro dell’ordine giudiziario.

Perché ciò non accada, allora, mi rivolgo a Lei, Signor Presidente, perché un’ipotesi così indecente non diventi realtà. Dopo aver lottato per anni da comune cittadina, mi sentirei alla stregua di un disertore se, oggi che ho la responsabilità di rappresentare l’Italia al Parlamento europeo, sulla scorta del voto di decine e decine di migliaia di cittadini, non mantenessi alta l’attenzione su un blocco giudiziario filomafioso che continua a imperversare nella mia Barcellona Pozzo di Gotto.

Con deferenti ossequi,

Sonia Alfano"


Grazie Sonia!
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